Museo Multimediale della Resistenza delle Valli del Taro e del Ceno

 

Seguendo un indirizzo comune a tutte le province del nord Emilia, aanche a Parma sul finire dell’estate del’ 44 il movimento partigiano organizza un vertice direttivo articolato in due comandi: il Comando di Piazza con il compito di coordinare le formazioni partigiane operanti in pianura e nella zona pedemontana, ed il Comando Unico per le formazioni di montagna.
Quest’ultimo viene eletto il 3 settembre a Pian del Monte di Tiedoli, dove si erano radunati comandanti e commissari di brigata e rappresentanti del Comando Nord Emilia. Il Comando Unico risulta così composto: Giacomo di Crollalanza "Pablo", siciliano, 27 anni, tenente dell’esercito, comandante della 31a Brigata Garibaldi, viene eletto Comandante del CUO; il borgotarese Primo Brindani "Libero" e Achille Pellizzari "Poe" Vice comandanti; Primo Savani "Mauri" Commissario politico e Ferdinando Cipriani "Ottavio" Capo di Stato Maggiore.
Compito del CUO è quello di coordinare le operazioni militari, organizzare la rete di informazioni e collegamento, sovrintendere alla disciplina e ai contatti via radio con gli Alleati, dirigendo più opportunamente gli avio-lanci.

Ai primi di ottobre il Comando si spostata da Castello di Mariano in Val Taro alla Val Parma, a seguito degli ordini di fine settembre del Comando Militare Alleato, che con il primo messaggio Alexander alle formazioni partigiane aveva richiesto di predisporre la loro dislocazione su nuove posizioni, pronte alla discesa in pianura per favorire l’avanzata delle truppe alleate. L’obiettivo era superare la linea appenninica: la V e la VIII armata avrebbero dovuto raggiungere il Po prima dell’inverno.

Per contenere l’attività della guerriglia, tra ottobre e novembre i tedeschi effettuano ripetute puntate con forti contingenti di truppe, affiancati da militi fascisti ed appoggiati da mezzi blindati, lungo le valli dell’Enza, del Parma e del Baganza. Il 17 ottobre, nell’ambito della “settimana di lotta alle bande” ordinata da Kesselring, un reparto mobile del Centro addestramento antiguerriglia, guidato da una spia piomba su Bosco di Corniglio, dove è riunito il comando unico della Resistenza parmense.
Nello scontro a fuoco perdono eroicamente la vita il Comandante Pablo, Gino Menconi "Renzi, del Comando di Piazza, l'ufficiale di collegamento Giuseppe Picedi Benettini (Penola), e altri tre giovani partigiani: Enzo Gandolfi, Domenico Gervasi, Settimo Manenti. Il loro sacrificio permette a Mauri, Ottavio, Libero, Poe ed Arta di salvarsi, fuggendo dal retro dell’albergo che li ospitava.

Il colpo inferto dai tedeschi al vertice della Resistenza è molto duro, ma il 23 ottobre, a Pietra di Belforte, presso la canonica di don Guido Anelli, i comandanti ed i commissari delle Brigate partigiane si riuniscono ed eleggono un nuovo Comando Unico: Giacomo Ferrari “Arta” Comandante, Achille Pellizzari “Poe” Commissario politico, Leonardo Tarantini “Nardo” Capo di Stato Maggiore.