Museo Multimediale della Resistenza delle Valli del Taro e del Ceno

Tutti gli accessi alla valle sono sotto controllo dei partigiani: da Ghiare di Berceto fino ai passi del Bocco e di Centocroci; i presidi a valle di Valmozzola e Solignano sono stati sgombrati dai tedeschi ed oltre i passi liguri le caserme sono state distrutte dalle nostre formazioni ed i paesi occupati.
Anche le valli attigue alla Val taro sono liberate. La Val Ceno dalla 12ª Brigata Garibaldi e sebbene il modo più precario anche la Val Parma viene occupata dai gruppi che costituiranno la 4ª Brigata Giustizia e Libertà e la 47ª Brigata Garibaldi .
I quattro comuni: Borgotaro, Compiano, Bedonia e Tornolo sono liberati ed unificati in un’unica unità territoriale che comprende anche i comuni di Bardi, Bore, Varsi e Pellegrino liberati dalle forze partigiane della Val Ceno. In tutti i comuni si insediano amministrazioni democratiche.
Nel contempo si organizza la distribuzione di viveri e si istituiscono tribunali militari per l’amministrazione della Giustizia, sia in materia penale che civile; si pubblicano bandi per reprimere il contrabbando dei generi alimentari e viene istituito un corpo di polizia partigiana che continuerà a svolgere funzioni amministrative anche dopo l’occupazione tedesca.

A Compiano si istalla un Comando di Coordinamento, la Divisione Nuova Italia, guidato dal colonnello Pietro Laviani “Lucidi”, che era da poco arrivato su incarico del Comando Generale del Cvl con compiti ispettivi e di direzione tecnica, mentre il professore Achille Pellizzari, anch’egli da poco arrivato in zona, viene nominato prefetto del Territorio Libero.

Si lavora per ripristinare il campo d’aviazione nella previsione di poterlo utilizzare per il collegamento aereo con gli alleati dei quali ci si attende un imminente sbarco in Liguria.
Con la liberazione della Val Taro, la vita civile si rianima. Nei caffè dei paesi, nelle osterie di campagna si discute con calore di tutti i problemi, quelli locali e quelli generali, ci si domanda cosa faranno i tedeschi e gli americani ma tutti i discorsi volgono con ansietà al grosso problema della guerra e della pace.
La gente per le strade legge sui muri ordinanze del nuovo governo sugli ammassi dei cereali, sul traffico del bestiame, i prezzi amministrativi dei generi alimentari di prima necessità, gli avvisi funebri e le onoranze patriottiche e civili caduti nella lotta.

Ma intanto i bombardamenti alleati, che da qualche tempo avevano preso di mira la ferrovia Parma - La Spezia, e in particolare il ponte di ferro all'uscita della stazione di Borgotaro, continuano ed il 26 giugno rimane vittima il patriota Bassani Cesare "Sam".
Si trovava con una squadra a presiedere la Galleria del Borgallo per impedire infiltrazioni tedesche.
Una squadriglia alleata bombarda la stazione, i partigiani corrono al riparo ma una scheggia colpisce Sam ad una gamba. Portato all’ospedale di Albareto ogni tentativo di salvargli la vita risulterà vano.