Museo Multimediale della Resistenza delle Valli del Taro e del Ceno

Nelle Valli del Taro e del Ceno, il crollo del regime fascista è vissuto in modo meno traumatico rispetto alla città o alla limitrofa Lunigiana, dove l’occupazione tedesca si prospetta sin da subito dura e spietata.

I tedeschi impongono uno stato di polizia, senza le minime garanzie civili. I soldati italiani trovati subito dopo l’armistizio, vengono disarmati, deportati e uccisi; i punti strategici vengono occupati, come arsenali, fabbriche, caserme, uffici pubblici e stazioni ferroviarie.
L’occupante tedesco impone la consegna delle armi, anche da caccia, e minaccia pene severe a chi da assistenza ed ospitalità ad ebrei, militari italiani e stranieri.

Nei nostri paesi, la reale situazione dell'Italia è filtrata dal racconto degli sfollati dalla città, dato che la presenza tedesca era scarsa e i bombardamenti alleati erano ancora di là da venire.
Il territorio è formalmente ancora nelle mani dei fascisti locali che hanno abbracciato la Repubblica di Salò, incattiviti dalla sconfitta ma ormai privi di credibilità agli occhi della popolazione.

La Valtaro e la Valceno, terre di confine e collegamento tra i grandi centri urbani del nord Italia, i porti liguri e la Toscana, diventano ben presto zone di transito per militari sbandati, a seguito del disfacimento dell’Esercito italiano, che cercano di rientrare a casa, e prigionieri stranieri in fuga dalle carceri lasciate sguarnite, che tentano di superare il fronte e ricongiungersi alle truppe Alleate.
Alcuni di questi transfughi, quelli più lontani da casa, si fermano sui monti della zona, trovando ospitalità presso famiglie di contadini, che in mancanza di manodopera vengono impiegati nei lavori dei campi.
È in questa fase che inizia la presa di coscienza della popolazione delle Valli. Di fronte al rischio di rappresaglie, l’ospitalità fornita agli sbandati non è solo un gesto di solidarietà ma rappresenta la prima presa di posizione politica dei valligiani, il primo passo verso quella che sarà una adesione diretta alla Resistenza.