Museo Multimediale della Resistenza delle Valli del Taro e del Ceno

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Primo Brindani

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Prima Brindani, nome di battaglia “Libero” è stato tra i primi ad aderire alle forze che contrastavano il nazifascismo. Dopo l'8 settembre 1943 con altri militari raggiunge la Val Ceno, precisamente un piccolo raggruppamento di case a Tasola, località del comune di Bedonia. Alcuni militari sbandati dopo l'armistizio si sono riuniti, provenienti da Parma, Piacenza, Spezia, Massa e Genova, ma la parte più consistente è costituita dai borgotaresi e bedoniesi. Raggiunto questo gruppo di resistenti scrive una lettera alla famiglia in cui descrive la motivazione della sua scelta, con l'indicazione di distruggerla dopo averla letta. Fortunatamente l'avvertenza non è stata ascoltata e la lettera si può ancora leggere in fondo a questa pagina.


Libero e i partigiani vengono avvertiti da un informatore, che i nazifascisti stanno preparandosi a raggiungere Tasola per sorprenderli e annientare il gruppo. La notizia allarma i partigiani che si riuniscono per preparare un'imboscata sulla strada che da Bedonia raggiunge la Val Ceno e Tasola. L'attacco alla colonna nazifascista è programmato dopo i tornanti che precedono il Passo di Montevaccà. L'agguato teso non riesce e purtroppo lo subiscono e inizia la sparatoria.
Nella prima fase della battaglia di Montevaccà viene colpito mortalmente Ruggeri Pietro e nell'avvicinarsi per soccorrerlo viene ferito anche Brindani. Altro ferito è Mario Squeri “Battaglia”.
Nel pomeriggio Bill e l'Istriano si avvicineranno e con bombe a mano e fucili mitragliatori li metteranno in fuga. Nella notte vengono recuperati i feriti e portati nelle grotte di Drusco, dove verranno nascosti, accuditi, curati e alimentati dagli abitanti della frazione. I nazifascisti aumentano le puntate sul monte Penna per maggior sicurezza i borgotaresi lasciano la Val Ceno per raggiungere la località dei Linari della frazione di Baselica di Borgotaro, in destra Taro, formando il Gruppo Molinatico.

Libero, guarito dalla ferita, li raggiungerà e rimarrà con loro sino a metà agosto 1944, dopo andrà a Bosco di Corniglio al Comando Unico come vicecomandante. La mattina del 17 ottobre 1944 si accorge della colonna nemica composta da fascisti e SS, spara 3 colpi di pistola per avvertire e si sgancia dall'accerchiamento. Dopo il rastrellamento del 06 gennaio 1945, ritornerà a comandare la 1a Brigata Julia richiesto con forza dai partigiani. Sarà lui a incitarli alla presa di tutti i presidi tedeschi (stazioni ferroviarie, caselli ferroviari, Comando Tedesco) liberando Borgotaro il 09 aprile 1945. La 1a Brigata Julia rastrellerà poi i tedeschi sbandati da Parma al Po concludendo con la sfilata a Parma del 09 maggio 1945 e consegnando le armi.

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