Durante i primi giorni di luglio il versante pontremolese dell’Appennino viene occupato dai tedeschi che si insediano in tutti i villaggi della Val Verde. Il Passo del Bratello è presidiato da un distaccamento del Battaglione Picelli, comandato da Nello Quartieri e Antonio Cabrelli.
Impossibilitati a varcare il crinale e scendere nella Val Taro, tedeschi e fascisti si accaniscono contro la popolazione dell’alto Pontremolese. Uccidono uomini civili sorpresi nei sentieri di montagna, e nei villaggi: due donne a Cà del Guelfo, cinque a Barracello, due a San Lorenzo.
Il 6 luglio il distaccamento Gramsci si ritira a Zeri, lasciando indifeso il passo ed il suo posto viene occupato da un distaccamento di trenta uomini del Gruppo Molinatico, comandato da Igor. L’8 luglio un centinaio di soldati tedeschi passa il crinale con l’obiettivo di occupare la stazione ferroviaria e riaprire l’imbocco della Galleria del Borgallo che i partigiani avevano ostruito.
Durante l'avanzata, i nazisti si imbattono in due partigiani del Gruppo del Molinatico, Gino Bozzia "Guelfo" e Vincenzo Enrico "Vitto", diretti nei villaggi dell'alto pontremolese a cercar viveri. I due riescono ad asserragliarsi in una casella e si difendono.
Guelfo viene ucciso in combattimento mentre Vitto, esaurite le munizioni, si arrende, ma verrà comunque fucilato successivamente nel corso dell’incursione. I due corpi verranno ritrovati dopo settimane orribilmente mutilati.
Superato il passo i tedeschi raggiungono il distaccamento del Molinatico che tuttavia riesce fortunosamente a sfuggire all’accerchiamento raggiungendo San Vincenzo. Filtrata attraverso le difese partigiane, la formazione tedesca, un corpo speciale antiguerriglia con tute mimetiche, scende di nascosto verso Borgotaro seguendo i sentieri tra i boschi alla destra del Tarodine. Nel loro cammino sorprendono un contadino, Vincenzo Granelli, che uccidono. Appostato a San Vincenzo, il distaccamento di Igor individua la colonna tedesca ed inizia il combattimento. Dato l’allarme, si chiedono rinforzi al Centocroci ed al Penna, e ancora una volta i comandani Dragotte, Beretta e Bil si ritrovano uniti a difendere Borgotaro.
Dapprima si spara sulla colonna dalla riva sinistra del Tarodine. Quando i boschi per coprirsi finiscono, i tedeschi si ritrovano allo scoperto. Partendo dalla Pieve, i partigiani risalgono verso Grifola e sbarrano la strada ai nemici.
Accerchiati, i tedeschi sbandano per i boschi e molti verranno fatti prigionieri nei giorni successivi. Un gruppo al comando di un capitano tedesco tenta invece di resistere nell’abitato, sparando sui partigiani con un mortaio da 81.
L’assedio dura parecchie ore e provoca una decina di vittime tra i tedeschi. Poco prima che calino le tenebre, quelli ancora vivi, circa una ventina, si arrendono lasciando in mano ai partigiani tutto il loro armamento. Il capitano tedesco, pur di non finire nelle mani dei ribelli, si uccide sparandosi in bocca.