Museo Multimediale della Resistenza delle Valli del Taro e del Ceno

Concluse le scuole primarie, raggiunge una sorella in Scozia dove frequenta le scuole secondarie, presso la Montrose Academy. Ritornata in Italia affronta come privatista l’esame di abilitazione magistrale. Successivamente si iscrive alla Facoltà di Lingue moderne e letteratura americana dell’Università Ca Foscari di Venezia. L’8 settembre del 1943 è a Borgotaro. I suoi fratelli entrano
nelle formazioni partigiane ed assumeranno i nomi di battaglia di Gek e Aldo. Entrambi rivestiranno cariche di comando nelle Brigate di appartenenza. Nel Marzo del 1944, i fascisti della Repubblica di Salò si presentano a casa sua per arrestare suo fratello Eugenio. Non trovandolo, arrestano Rosetta chiudendola nelle celle delle carceri di San Francesco di Parma per 40 giorni.

Dopo essere stata liberata, Rosetta si unisce ai fratelli, che facevano parte delle prime formazioni partigiane a Tomba vicino al crinale del Monte Penna. Quando i Partigiani Borgotaresi hanno lasciato Tomba e il Monte Penna per portarsi ai Linari di Baselica con il Gruppo Molinatico ha seguito questa formazione assieme al fratello Giuseppe(GEK).

È in questo modo che entra nelle fila della neonata prima brigata Julia, spostandosi a Ermeleto sopra a Caffaraccia. Nella formazione ha ricoperto il grado di Commissario Politico di Distaccamento. Partecipa alla guerra partigiana con il nome di battaglia di Rosetta e, nonostante i disagi, le traversie e i pericoli che la vita partigiana comporta, in modo particolare per una donna, trova il tempo di annotare tutto ciò che vede e sente.

Ha partecipato alla Liberazione di Borgotaro iniziata l’8 aprile 1945 e terminata con la resa del Comando Tedesco posto all’interno di Palazzo Ostacchini e di tutti i distaccamenti Tedeschi dei caselli ferroviari e della stazione ferroviaria di Borgotaro avvenuta in tarda serata del 9 aprile 1945. Durante l’attacco al Comando Tedesco asserragliato all’interno del Palazzo Ostacchini intimava la resa alle truppe Tedesche nella loro lingua.

Ha partecipato al rastrellamento e cattura dei Tedeschi sbandati a Parma dalla via Emilia sino al Po, dopo il 25 aprile sino al giorno della sfilata a Parma. Durante le operazioni di rastrellamento di quei giorni ha incontrato i coniugi Granello di Castel Guelfo conosciuti durante il periodo di detenzione nel
carcere di S. Francesco.

Dagli appunti presi durante la militanza partigiana, nasce Una storia breve. Ricordi di una ragazza partigiana, una testimonianza preziosa con la quale Rosetta ha saputo non solo descrivere i fatti e gli episodi vissuti, ma anche “cogliere gli uomini come sono”, vale a dire descrivere intimamente i propri compagni di lotta. Una storia breve. Ricordi di una ragazza partigiana, è stato pubblicato l’anno prima della sua morte, nel 2006. Interessante sapere tuttavia che nel 1989 le prime memorie di Rosetta partigiana, che poi confluiranno in questo libro, erano intitolate Vestire gli ignudi, come l’opera di Pirandello, degli anni Venti, che racconta di una donna che si sente un nulla, pensa di non valere niente, e si dà la maschera che gli altri le mettono addosso: è quella crisi di identità, quell’insicurezza che caratterizza il vissuto di molte donne, in cui ci possiamo specchiare tutte, purtroppo, tante volte, anche oggi.