Museo Multimediale della Resistenza delle Valli del Taro e del Ceno

Distintivo che veniva cucito sulla divisa dei membri del Distaccamento «Drago» della Prima Brigata Julia, che aveva compiti di polizia partigiana.

Dal libro "Obiettivo Libertà" di Massimiliano Lodi

"Dopo il rastrellamento permane vivissima nei nostri partigiani l’impressione per le violente rappresaglie e le rapine consumate dalle truppe nazifasciste contro l’inerme popolazione e prende corpo il fermo proposito di scongiurarle per quanto possibile in avvenir,e astenendosi da ciò che le possa nuovamente causare, e anzitutto dal portare i futuri attacchi armati a ridosso dei centri abitati. La preoccupazione per le sorti della popolazione assilla in modo particola­re i partigiani della 1ˆ Julia per il fatto che essi sono in prevalenza dei borgotare­si e la loro brigata è insediata proprio in territorio del Comune di Borgotaro. Qui sono i loro legami e affetti famigliari; qui si svolge l’esistenza dei loro cari, che non vogliono nuovamente e duramente coinvolta nelle atrocità delle rappresaglie nazifasciste.

Né per la 1ˆ Julia questo è il solo problema.

Infatti il prolungarsi indefinito della guerra e la caduta delle speranze d’una rapida avanzata dell’esercito alleato trovano la popolazione borgotarese, come quella degli altri Comuni della vallata, alle prese con il vuoto di potere civile e amministrativo, dopo che le autorità impostea suo tempo dal Governo fascista sono fuggite e la successiva amministrazione partigiana è cessata a seguito del rastrellamento. Finito il rastrellamento, il grosso delle truppe nemiche è rientrato alle basi di partenza, lasciandosi alle spalle una catena di presidi essenzialmente preposti al controllo militare dei centri urbani e delle vie di transito ferroviario e stradale. Uomini del locale presidio tedesco e di quello della Divisione Monterosa della R. S. I. controllano Borgotaro facendo frequenti apparizioni nella cittadina ma disinteressandosi tuttavia delle questioni amministrative locali.

Così in questa specie di terra di nessuno rimangono inoperanti gli orga­nismi preposti alle fondamentali esigenze pubbliche e i problemi che ne deriva­no si accumulano e aggravano progressivamente, primo fra tutti quello dei rifornimenti alimentari, che vede questa zona di montagna, povera di raccolti agricoli e non autosufficiente nemmeno nella produzione granaria, largamente tributaria degli apporti della pianura. Per di più i viveri che mancano sono essenzialmente quelli soggetti a razionamento di guerra, come pasta, grassi, carne, zucchero, sale, il cui approv­vigionamento in pianura non è libero ma sottoposto ad assegnazione da parte delle Autorità provinciali della R.S.I.

Autorità che, impotenti ormai a imporre quassù alla direzione della cosa pubblica uomini di obbedienza fascista, si rivalgono col ricatto alimentare ed hanno tagliato fin dallo scorso giugno l’invio di tali viveri. A questo punto è evidente che la 1ˆ Julia non può disinteressarsi delle sorti della popolazione. E, anche volendolo, non le potrebbe fare perché il problema più vitale da risolvere: quello, come si è visto, dei rifornimenti alimentari, riguarda in pari tempo anche le necessità di viveri della brigata, e la sua chiave di volta si trova nel controllo della gestione del Comune e degli uffici municipali. Perciò il Comando della 1ˆ Julia istituisce a Borgotaro un apposito distaccamento affidato a pochi e decisi elementi: è il Distaccamento «Drago» i cui uomini, mimetizzati (per modo di dire) tra la popolazione, devono impe­gnarsi sul posto adottando iniziative per stimolare la ripresa dei servizi pubblici delle attività economiche e amministrative, fornendo appropriate direttive d’emergenza e vigilando l'attuazione anche attraverso la polizia partigiana assegnata. Devono inoltre svolgere attività di carattere militare, soprattutto interessandosi alla raccolta e trasmissione al Comando di Brigata delle informazioni relative al movimento di truppe e armamenti nemici."